Mobile Menu

Regolamentazione e autorità di controllo nel commercio con opzioni binarie

Fotolia_30599339_XS-300x225Gli investitori che in qualunque modo si avvicinino al mercato finanziario sono abituati al fatto che entro certi limiti vi siano sempre delle regolamentazioni. Da una parte ciò comporta una più ampia amministrazione e quindi costi maggiori che i broker fanno ricadere sui propri clienti, ma dall’altra attraverso queste norme i trader godono di maggiore protezione da possibili raggiri.

Sul commercio con le opzioni binarie è possibile trovare in rete molte opinioni diverse, tra cui accuse a un operatore o l’altro di non agire correttamente e che quindi sono da evitare. Spesso, però, queste critiche sono motivate dal fatto che un trader non ha avuto successo con il broker in questione, un fatto che raramente è imputabile alla cattiva condotta del broker. Molto più probabilmente, invece, il cliente non ha saputo analizzare adeguatamente le opzioni acquistate e non ha gestito oculatamente il rischio, ma non è facile accusare sé stessi in caso di perdite e risulta più comodo riversare la responsabilità sul broker.

Al tempo stesso non va dimenticato che il commercio con opzioni binarie ha alle spalle un passato relativamente breve. In Europa, le prime opzioni binarie per investitori privati sono comparse solamente nel 2008, il che significa che le autorità non hanno ancora avuto molto tempo per regolamentare l’utilizzo di questo strumento finanziario. Per questa ragione è facile per alcuni trader riversare la colpa dei loro insuccessi sulla presunta scorrettezza del broker in questione.

Sin dall’inizio molti broker attivi in Italia, e quindi in tutta Europa, hanno stabilito la propria sede a Cipro, in modo da poter pagare tasse aziendali più basse pur stando in un paese membro dell’Unione Europea. Gli operatori che hanno lì la loro sede possono offrire i propri servizi in tutta Europa senza complicazioni.

Poiché molti broker per opzioni binarie hanno si sono col tempo stabiliti a Cipro, la Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC) è stata la prima autorità in Europa a muoversi per regolamentare questa categoria di operatori.

Per gli investitori questo comporta, ad esempio, che il capitale disponibile sul conto per il trading devono essere versati dal broker su un particolare conto fiduciario. In questo modo si evita che tali soldi vengano impiagati dal broker in caso di insolvenza verso un altro trader, portando alla perdita sistematica dei soldi di tutti i trader.

La regolamentazione imposta dal CySEC ha dunque un effetto molto positivo per i trader che desiderassero investire nelle opzioni binarie. Nei mesi a venire altri broker ancora potrebbero concludere la richiesta della licenza CySEC, arrivando così a garantire maggiore sicurezza per i propri clienti.

In Giappone, inoltre, si riscontra una situazione del tutto particolare. Qui il il commercio con le opzioni binarie è un’attività molto popolare già da diversi anni e perciò si è creata una vasta scelta di broker. Anche le autorità giapponesi hanno pertanto deciso di regolamentare il commercio con opzioni binarie, cosa che potrebbe portare a proibire l’impiego come beni di base di alcuni prodotti. Agli investitori, però, rimane comunque il vantaggio di un accrescimento della propria sicurezza.